Tutti gli articoli di Cristina

Valmalenco: i giganti delle Retiche

Ghiaccio, roccia scura e pallido granito sono gli elementi paesaggistici peculiari di Valmalenco, val Masino e val Bregaglia, sovrastate da una catena di cime che delimitano il confine tra Italia e Svizzera.

lago

Montagne imponenti e arcigne, tra le quali spiccano, per imponenza, forma estetica e blasone il Bernina e il Badile. In territorio italiano svetta, invece, il Disgrazia, roccia e ghiaccio tra “Masino” e “Malenco”

Valmalenco, val Masino e val Bregaglia offrono escursioni di ogni genere, grazie alla presenza di numerosi rifugi e di sentieri sempre ben segnalati.

Si possono, così, vivere avventure a contatto con la natura, dalle semplici passeggiate ai trekking di più giorni, intraprendendo ascensioni di ogni difficoltà e ammirando panorami variegati, con vista su boschi e alpeggi, giogaie e morene, sino alle rocce e ai ghiacci delle quote più alte, sovrastate solo dalle nuvole e dal cielo. Fonte e dettagli: trekking.it

Valmalenco: Dalle Ande al cuore della Valmalenco, ecco gli alpaca dell’azienda La Foppa

apaca

Nella natura d’alta quota che abbraccia la frazione di Santa Elisabetta a Caspoggio, in Valmalenco, vivono gli alpaca dell’azienda agricola La Foppa: Rodrigo il bianco, Fernando il nero, Sancho il leader, Kelita la matriarca, insieme a Inti, Yuma, Lonquimai, Huaco, Yavari, Miski e l’ultima nata Cattleya. «Mio marito ha iniziato da giovane ad allevare le capre – racconta Ladina Denoth, nata in Svizzera – poi abbiamo conosciuto gli alpaca». Originari del sud America, scorrazzano in greggi sulle Ande, tra i 3500 e i 5000 metri, ma è sempre meno raro trovarli a quote ben inferiori. «Una volta verificato che potessero vivere bene anche da noi, a 1200 metri, ne abbiamo presi tre da un allevamento di Bolzano». Era il 2010. Con gli alpaca, i due coniugi e la figlia Simona hanno iniziato a organizzare trekking per adulti e bambini. Durante l’Happy paca, così si chiama la giornata dedicata ai più piccoli, si fa un giro nel bosco in compagnia del camelide scelto, poi si torna alla fattoria per i laboratori con la lana cardata di pecora, meno pregiata di quella di alpaca. A tingerla per tempo ci pensa Ladina. «Uso foglie e fiori essiccati che faccio bollire in acqua. Quando è colorata, immergo la lana e la faccio “cuocere”, poi la scolo e l’asciugo». Fonte e dettagli: ilgiorno.it

Valmalenco: Grand Hotel Malenco e la sua storia

Cartolina3 (1)

Nel giugno del 1903 moriva a Sondrio Francesco Vitali, promotore di Sondrio come centro turistico internazionale di cui la Valmalenco avrebbe dovuto rappresentare l’offerta d’alta quota. Con Andrea Albonico e l’avvocato Azzo Pesenti, il Vitali realizzò graziosi villini a Chiesa in Valmalenco che ben si intonavano con l’ambiente circostante. Si impegno per far giungere il telegrafo e migliorare la strada che serviva la valle, avendo in serbo anche un progetto di collegamento ferroviario tra il capoluogo e l’Engadina che avrebbe dovuto passare proprio per la Valmalenco.

Nel 1905 Enrico e Mario Vitali proseguirono l’opera del padre, costruendo alla periferia sud occidentale di Chiesa il magnificiente Grand Hotel Malenco, cuore di un grosso progetto imprenditoriale volto a portare in valle un turismo d’élite. L’edificio esternamente appariva rustico e massiccio, quasi a voler ulteriormente sottolineare l’eleganza e la sontuosità degli interni arredati da Battista Vitali. Perla della struttura era la luminosa sala da pranzo con oltre 200 posti e splendidi lampadari. Il successo fu grande e si rese necessaria la realizzazione di nuovi alberghi e ristoranti per l’accoglienza. L’economia del paese ebbe slancio e vitalità(Informazioni tratte da: Franco Monteforte, L’età liberty in Valtellina, Mevio Washington & Figlio, Sondrio 1988).

Dalla seconda metà del ‘900 la ricerca di qualità fu soffocata dall’ingordigia della speculazione edilizia più selvaggia che allontanò man mano i ricchi e appassionati frequentatori d’un tempo. Il simbolo di quest’epoca fu così chiuso e convertito in appartamenti. Il suo ricordo lasciato scivolare nell’oblio della modernità.

Il Grand Hotel Malenco nei primi del ‘900 si presentava come un’ottima costruzione in pietra, dal buon equilibrio architettonico, che richiamava lo stile liberty e s’inseriva armoniosamente nell’ambiente che lo circondava. Fonte e dettagli: ecomuseovalmalenco.it

Sondrio: con il Bacino Imbrifero Montano si premia lo sport

CroppedImage720439-icona-sport

Il Bim (Bacino Imbrifero Montano) sostiene lo sport in provincia di Sondrio garantendo il proprio contributo nell’organizzazione dei grandi eventi e aiutando le associazioni e gli sportivi.

Il bando “Lo sport per crescere” s’inserisce in questo secondo ambito in quanto premia i giovani che si sono distinti in una disciplina sportiva evidenziando i loro risultati e riconoscendo loro un premio in denaro.
Impegno e costanza sono indispensabili per gli studenti che praticano lo sport a livello agonistico, la passione li aiuta a dimenticare sacrifici e rinunce imposti dagli allenamenti e dalle gare: per questi motivi rappresentano un esempio per i loro coetanei.
Il premio, pari a mille euro, è riservato ai ragazzi che praticano lo sport a livello dilettantistico o agonistico che frequentano le scuole primaria e secondaria di primo e secondo grado, residenti in provincia di Sondrio, che non abbiano compiuto i 20 anni al 31 Dicembre 2018.
Le domande dovranno essere presentate entro le ore 12 del 16 Novembre prossimo. Per informazioni ci si può rivolgere alla segreteria del “Consorzio Bim, in via Lungo Mallero Diaz 18, a Sondrio: 0342 213358”. La documentazione può essere scaricata dal sito internet “www.bimadda.it”.
La premiazione dei vincitori del bando è prevista entro il mese di Gennaio 2019. Nella passata edizione ad aggiudicarsi il premio da mille euro erano stati 15 giovani sportivi in rappresentanza dell’intero territorio provinciale, impegnati in discipline sportive diverse: Simone Antonioli, di Valfurva, per lo sci alpinismo, Alessandro Berra, di Sondrio, per atletica e sci alpinismo, Samantha Bertolina, di Valfurva, per sci alpinismo e atletica, Rebecca Bettini, di Sondrio, per la pallavolo, Ilenia Bradanini, di Valdidentro, per lo short track, Silvia De Boni, di Chiavenna, per il canottaggio, Lorenzo Moizi, di Lanzada, per lo sci nordico, Letizia Motalli, di Grosio, per il ciclismo, Giulia Murada, di Albosaggia, per lo sci alpinismo, Patrick Olcelli, di Bormio, per il lancio del peso, Giulia Pelizzatti, di Castione Andevenno, per lo sci alpino, Alessandro Rossi, di Lanzada, per atletica e sci alpinismo, Sara Simonetta, di Talamona, per la ginnastica ritmica, Luca Spechenhauser, di Bormio, per lo short track, Francesca Viviani, di Valdidentro, per il biathlon. Fonte: valtellinanews.it

Valmalenco: Croce del Pizzo Scalino in restauro

42193693_476110809533234_3570318343644643328_n

La croce del Pizzo Scalino aveva bisogno di manutenzione. I volontari del Cai Valmalenco, la Protezione Civile, gli Alpini di Caspoggio e il Soccorso Alpino della Valmalenco l’hanno smontata e portata a Valle. Terminati i lavori di restauro tornerà sulla Cima del Pizzo Scalino come nuova.
Ringrazio Ersilio Bricalli che mi ha fatto avere la foto della pagina del giornale “ilGiorno” per poterla pubblicare…

Fonte: Quotidiano Il Giorno

Valmalenco: 19ª Festa dell’Alpeggio

Da 19 anni la “Festa dell’Alpeggio” celebra il ritorno delle mandrie dagli alpeggi, riti, tradizioni e ambienti tipici della realtà alpina della Valmalenco

Festa-dellAlpeggio-Valmalenco-2018
Da 19 anni la “Festa dell'Alpeggio” celebra il ritorno delle mandrie
dagli alpeggi, riti, tradizioni e ambienti tipici della realtà alpina della Valmalenco.
Programma
Sabato 15 settembre 2018
– Chiareggio “La Truna": mostra fotografica "Valmalenco 4 stagioni di una valle retica" (R. Piazza);
– dalle ore 14 Chiareggio: escursione per bambini con i cavalli (attività a pagamento);
– dalle ore 14 Chiareggio: gonfiabili (attività a pagamento);
– dalle ore 15 Chiareggio: fiabe in alpeggio (iscrizione obbligatoria). Laboratorio creativo a tema
accompagnato da un'avvincente storia per bambini disegnata in diretta;
– ore 17:30 Chiareggio "La Corte": dimostrazione dell'arte della mungitura, latte appena munto,
frittelle e dolci per grandi e piccini;
– dalle ore 20 Chiesa in Valmalenco e Chiareggio: cena dell'alpeggiatore presso ristoranti e rifugi,
formaggi d'alpe a menù convenzionato (prenotazione consigliata presso le strutture);
– dalle ore 20:30 Chiareggio Ristorante “Ai Portoni”: cena degustazione vini con menù a tema
(prenotazione consigliata presso la struttura);
– ore 21:30 Chiareggio Piazza Beato Nicolò Rusca: “emozioni in libertà” con Giuseppe Martinelli.
Distribuzione di vin brulè e tisane calde durante il concerto;
– ore 21 Cinema Bernina di Chiesa in Valmalenco: “In… canto dall’Alpe”, concerto coro Armonie in
voce, coro CAI Valmalenco e Coro Monteverdi di Tirano.
Domenica 16 settembre 2018
– Chiareggio “La Truna": mostra fotografica "Valmalenco 4 stagioni di una valle retica" (R. Piazza);
– ore 8 rifugi di Chiareggio: ghiotta colazione dei rifugisti;
– ore 9:30 Chiareggio chiesetta di S. Anna: Santa Messa;
– dalle ore 10:30 Chiareggio: mercatini del gusto con degustazioni e vendita di prodotti tipici degli
alpeggi e del territorio;
– dalle ore 10:30 Chiareggio: escursione per bambini con i cavalli (attività a pagamento);
– dalle ore 10:30 Chiareggio: laboratorio di costruzioni di aquiloni;
– dalle ore 10:30 Chiareggio: gonfiabili (attività a pagamento);
– dalle ore 10:30 alle ore 15:30 Chiareggio: truccabimbi;
– ore 11:30 Chiareggio: l'arte del casaro, dimostrazione lavorazione con degustazione cagliata;
– ore 12 Chiareggio: sfilata delle mandrie degli alpeggi;
-dalle ore 12:30 Chiareggio Piazza Beato Nicolò Rusca: premiazione della vacca meglio decorata a
festa e del miglior produttore di “scimut”, tipico formaggio di valle dell'estate 2018, a cura
dell'ONAF;
– dalle ore 13 Chiesa Valmalenco e Chiareggio: pranzo dell'alpeggiatore presso ristoranti e rifugi,
formaggi d'alpe a menù convenzionato (prenotazione consigliata presso le strutture);
– dalle ore 15 Chiareggio: volano gli aquiloni nel cielo di Chiareggio. Fonte: meteoweb.eu

Valmalenco: Zoia boulder e l’arrampicata

53971

Martino Sala presenta l’area boulder attorno al Rifugio Zoia in Valmalenco (SO), mentre Nicola Noè fa una panoramica di tutta l’arrampicata in questa bellissima valle dominata dai gruppi montuosi del Disgrazia, del Bernina e dello Scalino.
Lat. 46° 18′ 12,2″ Long. 9° 55′ 49,2”. Qui tre anni fa ho deciso di trascorrere un mese intero fra spazzole, pad, basi… e Genepí!

Mi chiamo Martino Sala e sono nato a Tradate in provincia di Varese, nelle vicinanze del confine Svizzero. Ora ho quasi 24 anni ed insieme ad un gruppo di amici abbiamo deciso di riesumare dei vecchi passaggi di più di dieci anni fa, ed aggiungerne di nuovi. C’è ancora molto lavoro, e sicuramente per tutti i gusti.

53979

In questa vacanza, a oggi, “lavorando” durante le ferie, sono stati saliti più di 120 passaggi che saranno successivamente pubblicati assieme ai nuovi settori. L’area è un vero e proprio parco giochi per il climber, dove ci si può divertire ed esprimere a 360°.

La stagione estiva, anche qui, concede molte ore di luce ma sempre accompagnate da una dolce e fresca aria che rende piacevole anche il sole a pieno cielo. Fonte e dettagli: planetmountain.com

Valmalenco: L’Alta Via della Valmalenco, oltre 100 km tra natura e benessere

614px-Alta-Via-della-Valmalenco-300x300

Otto tappe, nel cuore della Valtellina
Non avete ancora deciso quali escursioni fare durante le vacanze estive? Ecco una possibilità, dal 21 al 27 agosto: una bel trekking nell’Alta Via della Valmalenco.

L’Alta Via della Valmalenco è un percorso escursionistico in quota costituito da otto tappe per oltre 100 km. Durante il tragitto si toccano i punti più significativi e panoramici della valle dove, tra pascoli, alpeggi, laghi, boschi e valichi si possono ammirare i maestosi ghiacciai del Disgrazia, del Bernina e dello Scalino.

L’Alta Via richiede discreto sforzo fisico e preparazione. Un minimo di allenamento è consigliato per le tappe più impegnative. In caso di maltempo è possibile prevedere soluzioni alternative al percorso per giungere sempre al rifugio programmato, ma con soluzioni meno impegnative. Il trekking, che ha come quota minima Caspoggio a 1.098 metri e massima il Vallone di Scerscen a 2.813 metri, prevede il pernottamento. Fonte: mountainblog.it