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Valmalenco: il versante italiano del Bernina

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Ricca di vette maestose, la Valmalenco è la valle laterale più ampia della Valtellina e permette di ammirare tutti gli aspetti tipici della natura di montagna: dai boschi e alpeggi, fino alle guglie e ghiacciai delle quote più alte, grazie alla presenza di imponenti cime e famosi gruppi montuosi, come quelli del Disgrazia, del Bernina, unico 4000 dell’arco alpino posto al di fuori delle Alpi Occidentali, e del caratteristico Pizzo Scalino, dalla forma così snella ed elegante da essere considerato il vero simbolo della valle. Fonte: trekking.it

Lanzada: Da Lanzada all’Emilia: un’amicizia di gusto tra gnocchi e pizzoccheri

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Un ponte ideale unisce Valmalenco ed Emilia Romagna. È il rapporto di amicizia, non ancora gemellaggio ufficiale (ma ci si sta lavorando) che si rinnoverà questo fine settimana tra Vetto frazione di Lanzada e l’omonimo comune della provincia di Reggio Emilia.
Un legame che si è stabilito tre anni fa tra una piccola comunità di montagna ed un paese di collina (450 metri sul livello del mare), uniti soltanto dal nome. Non pare ci siano, almeno allo stato attuale delle ricerche, rapporti di immigrazione od altro, però le relazioni tra le due realtà sono diventate rapidamente strette.
Ai primi di maggio del 2015 una delegazione malenca è stata accolta in trasferta in Emilia e la visita è stata ricambiata a Lanzada in settembre, poi i valtellinesi si sono recati nel Reggiano per la tradizionale Festa della castagna, come sarà anche quest’anno. Nel 2016 la Vetto emiliana ha “importato” lo gnocco fritto alla Sagra di Vetto malenca in agosto e i “cugini” hanno ricambiato ad ottobre con i pizzoccheri, così come l’anno successivo. Lo scorso agosto ancora emiliani ospiti alla Sagra con Lambrusco e Parmigiano e nel prossimo weekend la cortesia sarà ricambiata con la pizzoccherata. A Vetto si stanno allestendo due pullmini per l’occasione, con la regia di Luigi Parolini, presidente della Pro loco. Sono pronti a partire in una trentina.
La “scoperta” è avvenuta nel 2013 quando Rino Masa, nel fare ricerche sul web per il sito internet della Sagra si è imbattuto nell’”altra Vetto”. È iniziato così, quasi per caso, un rapporto di scambievole amicizia che verrà ulteriormente consolidato tra qualche giorno.
«Arriveremo a Vetto nel pomeriggio di oggi» spiega Parolini. «Ci sarà poi una cena in amicizia e domani andremo a visitare il caseificio locale che produce il Parmigiano Reggiano. In tarda mattinata, tutti in piazza per la degustazione di prodotti tipici dell’Appennino, il pranzo a base di pizzoccheri e la castagnata – prosegue Parolini -. Ci saranno anche una mongolfiera per vedere il paese dall’alto e un trenino panoramico, insieme ad una lotteria e momenti musicali».
Insomma uno scambio di tradizioni gastronomiche, per ora un “gemellaggio” tra gnocco fritto e pizzocchero, ma la storia insegna che i rapporti migliori si stringono spesso intorno ad una tavola imbandita. «Stiamo pensando da tempo anche ad altre iniziative per rinsaldare ulteriormente le relazioni tra le due Vetto. Ma il gemellaggio vero e proprio possono stringerlo solo i due Comuni di appartenenza, visto che la nostra è una frazione di Lanzada», fa osservare Luigi Parolini. Anche il nostro quotidiano sarà presente alla giornata per raccontare questo “Vetto Day” che unisce due regioni peraltro confinanti, molto distanti chilometricamente, ma avvicinate da un’amicizia che dura già da anni. Fonte: laprovinciadisondrio.it

Lanzada: Cross del Pradasc

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Riparte la stagione di corsa campestre e si riparte da Lanzada, che a giugno è stata il centro del mondo della corsa in montagna e due settimane fa ha proposto il Trofeo del Magnan gara di corsa su strada a staffetta. Gli instancabili volontari della Sportiva Lanzada hanno organizzato domenica 4 novembre il Cross del Pradasc valevole quale 3ª prova del Campionato provinciale Fidal di corsa campestre e 14ª prova del Trofeo giovanile Credito Valtellinese. La finestra di bel tempo ha attirato a Lanzada più di 300 atleti che si sono dati battaglia sul muscolare ma veloce percorso ricavato nei pressi del campeggio malenco. Le gare clou assolute e master maschili e femminili, che hanno chiuso la bella mattinata di sport, sono state avvincenti e non scontate. In primis le donne, impegnate sui 3 km, dove una sorprendente Giulia Compagnoni ha preso subito con decisione la testa della corsa seminando il gruppo e facendo gara di testa dal primo all’ultimo metro. Niente timori reverenziali per la promessa dell’Atletica Alta Valtellina che sta testando la condizione anche in vista dei prossimi impegni di sci alpinismo, lei che è atleta di skialp per il CS Esercito. Giulia ha vinto alla grande il Cross del Pradasc in 11’04”, alle sue spalle l’evergreen e bronzo mondiale master di cross Cinzia Zugnoni (GS CSI Morbegno/11’09”) che nella parte finale di gara ha ridotto il gap con la Compagnoni. Gradino più basso del podio per la sempre competitiva Arianna Oregioni (La Recastello/11’12”); a completare la top five Gaia Bertolini (Pol. Albosaggia/11’17”), prima delle junior, e Ilaria Barri (GP Santi/11’37”). Prima delle allieve Tecla Cassina (GS Valgerola/11’43”). Gara maschile di 6 km incerta fino alla fine. Sparata iniziale dello junior Luca Molteni (GP Valchiavenna) che si è messo subito in testa a fare l’andatura, ma dopo il primo chilometro e mezzo il gruppo si ricompatta e Molteni procede in compagnia di Belay Jacomelli (US Bormiese), Francesco Della Torre (La Recastello), Stefano Martinelli (GS CSI Morbegno), Saverio Steffanoni (Pol. Albosaggia) e Mattia Sottocornola (Atl. Lecco). La gara si fa tattica, gli avversari si studiano e il ritmo non è troppo elevato. A un giro e mezzo della fine il “biondo” Stefano Martinelli, azzurro lo scorso anno ai Mondiali di Premana, rompe gli indugi e guadagna metri preziosi sul gruppo. Ma proprio nel finale il giovane Molteni si rifà sotto e torna al comando tagliando per primo il traguardo in 19’09”, Martinelli cede (19’15” il suo crono finale) e viene superato poco prima del traguardo dall’altro junior Saverio Steffanoni (19’13”). Due junior e una promessa sul podio assoluto maschile: l’atletica provinciale è forte ed è giovane! Giù dal podio Mattia Sottocornola (Atl. Lecco/19’16”) e Belay Jacomelli (US Bormiese/19’21”); a completare la top ten, tutti raggruppati in pochi secondi, nell’ordine: Francesco Della Torre (La Recastello/19’37”), Jacopo Perico (GP Santi/19’38”), Daniele Molatore (GP Santi/19’39”), Roberto Pedroncelli (GP Santi/20’02”) e Remo Sciani (GP Talamona/20’02”). Fonte: gazzettadisondrio.it

Valmalenco: Valmalenco del ‘600 tra rinnovamento religioso e sviluppo economico

L’Ecomuseo della Valmalenco chiude quest’anno la sua programmazione 2018, in occasione del 400° della morte dell’arciprete di Sondrio Nicolò Rusca, con un ciclo di conferenze dal titolo “Nella Valmalenco del ‘600. Società, arte e fede tra rinnovamenti religiosi e sviluppo delle comunità di valle”.

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“Nella Valmalenco del ‘600 Società, arte e fede tra rinnovamenti religiosi e sviluppo delle comunità di valle” è il titolo del ciclo di conferenze che l’Ecomuseo propone in chiusura annuale 2018 di un programma che ha posto il secolo del Seicento in Valmalenco come punto di svolta nello sviluppo sociale, politico, religioso e artistico della Valle.
La Valmalenco, che fu definita “ricca come una dispensa e fertile come la Sicilia”, sarà protagonista nel primo appuntamento che si terrà a Chiesa in Valmalenco, venerdì 7 Dicembre, alle ore 20.45 presso la Sala Teca.
Relatrice dr.ssa Saveria Masa, lo sguardo d’insieme e, al contempo, l’attenzione al dettaglio sulle opere, che solo un bravo storico dell’arte sa interpretare, ci condurranno successivamente a conoscere chi e che cosa ha realizzato gli insigni monumenti architettonici ed artistici di quell’epoca in Valmalenco. L’appuntamento sarà a Lanzada per venerdì 14 Dicembre, alle ore 20.45, presso la Sala Maria Ausiliatrice.
Relatrice dr.ssa Francesca Bormetti, che chiuderà il ciclo di incontri il prof. mons. Saverio Xeres, celebre studioso della storia dei rapporti tra cattolici e riformati, che condividerà gli importanti esiti degli studi sulla storia religiosa della Valmalenco di quel tempo. L’appuntamento si terrà a Caspoggio, venerdì 28 dicembre, alle ore 20.45 presso la Sala Parrocchiale.
Gli appuntamenti saranno un’opportunità per conoscere più a fondo gli aspetti poco noti, talvolta inaspettati, di questo periodo storico della Valmalenco, legato per lo più a contesti molto noti per la loro drammaticità, come la morte sotto tortura di Nicolò Rusca, di cui quest’anno ricorre il 400°, la rivoluzione valtellinese, il passaggio di truppe, guerre e distruzioni e, soprattutto, il dilagare della peste.
Una proposta inedita per conoscere come si viveva nella Valmalenco di quell’epoca, mantenendo uno sguardo sulla Valmalenco di oggi, per individuarne le radici, comprenderne gli sviluppi e indirizzarne il futuro, nel rispetto della propria specificità territoriale. Programma: ecomuseovalmalenco.it

Valmalenco: Al via la stagione dello sci

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Cime e piste finalmente imbiancate: parte sabato 1° dicembre la stagione dello sci in Valmalenco. Grande, come sempre, l’attesa degli sciatori per lanciarsi in discesa nei sessanta km di piste sull’Alpe Palù e salire sulla “Snow Eagle”, la più grande funivia del mondo che porta, in un sol balzo, a quota 2080 metri, su un terrazzo da cui si dominano le Alpi.
Approfittando magari del pacchetto promozionale dal 9 al 23 dicembre (B&B più ski pass).
Alcuni eventi in arrivo tra Sondrio e Valmalenco.
A Chiuro domenica 25 novembre e domenica 2 dicembre dalla mattina al tardo pomeriggio torna l’antica e rinomata fiera, già citata nel 1688 nella “Magnifica Comunità di Chiuro”.
Sempre domenica a Postalesio lo “SLAlom alle Piramidi”, quarta edizione nata dall’idea di coniugare sport, solidarietà e promozione del territorio. Pensata nelle versioni camminata di 4 km e corsa di 8 km permette a tutti di partecipare. Entrambi i percorsi si sviluppano tra Postalesio e Castione Andevenno, principalmente su sentieri recuperati, che attraversano antichi nuclei ormai disabitati e quasi dimenticati, ma che conservano i segni di una vita passata non molto lontana. Il percorso lungo costeggia la Riserva naturale delle Piramidi di Postalesio, fenomeno erosivo raro. L’incasso sarà devoluto ad AISLA. Info: slalomallepiramidi@gmail.com
Da non perdere Winter opening, sabato 8 dicembre in via Roma a Chiesa in Valmalenco, le associazioni e i centri sportivi della Valmalenco presentano il programma invernale e le loro attività.
Infine si avvicina Natale e non potevano mancare i mercatini. A Sondrio dal primo al 24 dicembre, a Caspoggio l’8 e il 9 dicembre (dalle 15 alle 22) Christmas Village – la casa di Babbo Natale e il 15 e 16 dicembre lungo le vie del centro di Albosaggia (dalle 12 alle 20).

Sondrio e Valmalenco, nel cuore della Valtellina, è un territorio caratterizzato da una natura selvaggia, ma generosa, incastonato tra le Alpi Orobiche e Retiche, tra cui svetta, con i suoi 4.050 metri, il pizzo Bernina. Regno della neve d’inverno con 60 km di piste da sci, uno snowpark e una sconfinata offerta di attività all’aria aperta, tra montagne bellissime e maestose, sa regalare una scenografia di colori, profumi e sapori che mutano ad ogni stagione. Non mancano bellezze naturali, artistiche, storiche e scenari unici, come i terrazzamenti vitati, sul versante retico dell’Adda, sui quali si producono pregiati vini che ben si accompagnano ai migliori prodotti della tradizione enogastronomica valtellinese. Fonte: www.mi-lorenteggio.com

Valmalenco: i giganti delle Retiche

Ghiaccio, roccia scura e pallido granito sono gli elementi paesaggistici peculiari di Valmalenco, val Masino e val Bregaglia, sovrastate da una catena di cime che delimitano il confine tra Italia e Svizzera.

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Montagne imponenti e arcigne, tra le quali spiccano, per imponenza, forma estetica e blasone il Bernina e il Badile. In territorio italiano svetta, invece, il Disgrazia, roccia e ghiaccio tra “Masino” e “Malenco”

Valmalenco, val Masino e val Bregaglia offrono escursioni di ogni genere, grazie alla presenza di numerosi rifugi e di sentieri sempre ben segnalati.

Si possono, così, vivere avventure a contatto con la natura, dalle semplici passeggiate ai trekking di più giorni, intraprendendo ascensioni di ogni difficoltà e ammirando panorami variegati, con vista su boschi e alpeggi, giogaie e morene, sino alle rocce e ai ghiacci delle quote più alte, sovrastate solo dalle nuvole e dal cielo. Fonte e dettagli: trekking.it

Valmalenco: Dalle Ande al cuore della Valmalenco, ecco gli alpaca dell’azienda La Foppa

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Nella natura d’alta quota che abbraccia la frazione di Santa Elisabetta a Caspoggio, in Valmalenco, vivono gli alpaca dell’azienda agricola La Foppa: Rodrigo il bianco, Fernando il nero, Sancho il leader, Kelita la matriarca, insieme a Inti, Yuma, Lonquimai, Huaco, Yavari, Miski e l’ultima nata Cattleya. «Mio marito ha iniziato da giovane ad allevare le capre – racconta Ladina Denoth, nata in Svizzera – poi abbiamo conosciuto gli alpaca». Originari del sud America, scorrazzano in greggi sulle Ande, tra i 3500 e i 5000 metri, ma è sempre meno raro trovarli a quote ben inferiori. «Una volta verificato che potessero vivere bene anche da noi, a 1200 metri, ne abbiamo presi tre da un allevamento di Bolzano». Era il 2010. Con gli alpaca, i due coniugi e la figlia Simona hanno iniziato a organizzare trekking per adulti e bambini. Durante l’Happy paca, così si chiama la giornata dedicata ai più piccoli, si fa un giro nel bosco in compagnia del camelide scelto, poi si torna alla fattoria per i laboratori con la lana cardata di pecora, meno pregiata di quella di alpaca. A tingerla per tempo ci pensa Ladina. «Uso foglie e fiori essiccati che faccio bollire in acqua. Quando è colorata, immergo la lana e la faccio “cuocere”, poi la scolo e l’asciugo». Fonte e dettagli: ilgiorno.it

Valmalenco: Grand Hotel Malenco e la sua storia

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Nel giugno del 1903 moriva a Sondrio Francesco Vitali, promotore di Sondrio come centro turistico internazionale di cui la Valmalenco avrebbe dovuto rappresentare l’offerta d’alta quota. Con Andrea Albonico e l’avvocato Azzo Pesenti, il Vitali realizzò graziosi villini a Chiesa in Valmalenco che ben si intonavano con l’ambiente circostante. Si impegno per far giungere il telegrafo e migliorare la strada che serviva la valle, avendo in serbo anche un progetto di collegamento ferroviario tra il capoluogo e l’Engadina che avrebbe dovuto passare proprio per la Valmalenco.

Nel 1905 Enrico e Mario Vitali proseguirono l’opera del padre, costruendo alla periferia sud occidentale di Chiesa il magnificiente Grand Hotel Malenco, cuore di un grosso progetto imprenditoriale volto a portare in valle un turismo d’élite. L’edificio esternamente appariva rustico e massiccio, quasi a voler ulteriormente sottolineare l’eleganza e la sontuosità degli interni arredati da Battista Vitali. Perla della struttura era la luminosa sala da pranzo con oltre 200 posti e splendidi lampadari. Il successo fu grande e si rese necessaria la realizzazione di nuovi alberghi e ristoranti per l’accoglienza. L’economia del paese ebbe slancio e vitalità(Informazioni tratte da: Franco Monteforte, L’età liberty in Valtellina, Mevio Washington & Figlio, Sondrio 1988).

Dalla seconda metà del ‘900 la ricerca di qualità fu soffocata dall’ingordigia della speculazione edilizia più selvaggia che allontanò man mano i ricchi e appassionati frequentatori d’un tempo. Il simbolo di quest’epoca fu così chiuso e convertito in appartamenti. Il suo ricordo lasciato scivolare nell’oblio della modernità.

Il Grand Hotel Malenco nei primi del ‘900 si presentava come un’ottima costruzione in pietra, dal buon equilibrio architettonico, che richiamava lo stile liberty e s’inseriva armoniosamente nell’ambiente che lo circondava. Fonte e dettagli: ecomuseovalmalenco.it

Sondrio: con il Bacino Imbrifero Montano si premia lo sport

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Il Bim (Bacino Imbrifero Montano) sostiene lo sport in provincia di Sondrio garantendo il proprio contributo nell’organizzazione dei grandi eventi e aiutando le associazioni e gli sportivi.

Il bando “Lo sport per crescere” s’inserisce in questo secondo ambito in quanto premia i giovani che si sono distinti in una disciplina sportiva evidenziando i loro risultati e riconoscendo loro un premio in denaro.
Impegno e costanza sono indispensabili per gli studenti che praticano lo sport a livello agonistico, la passione li aiuta a dimenticare sacrifici e rinunce imposti dagli allenamenti e dalle gare: per questi motivi rappresentano un esempio per i loro coetanei.
Il premio, pari a mille euro, è riservato ai ragazzi che praticano lo sport a livello dilettantistico o agonistico che frequentano le scuole primaria e secondaria di primo e secondo grado, residenti in provincia di Sondrio, che non abbiano compiuto i 20 anni al 31 Dicembre 2018.
Le domande dovranno essere presentate entro le ore 12 del 16 Novembre prossimo. Per informazioni ci si può rivolgere alla segreteria del “Consorzio Bim, in via Lungo Mallero Diaz 18, a Sondrio: 0342 213358”. La documentazione può essere scaricata dal sito internet “www.bimadda.it”.
La premiazione dei vincitori del bando è prevista entro il mese di Gennaio 2019. Nella passata edizione ad aggiudicarsi il premio da mille euro erano stati 15 giovani sportivi in rappresentanza dell’intero territorio provinciale, impegnati in discipline sportive diverse: Simone Antonioli, di Valfurva, per lo sci alpinismo, Alessandro Berra, di Sondrio, per atletica e sci alpinismo, Samantha Bertolina, di Valfurva, per sci alpinismo e atletica, Rebecca Bettini, di Sondrio, per la pallavolo, Ilenia Bradanini, di Valdidentro, per lo short track, Silvia De Boni, di Chiavenna, per il canottaggio, Lorenzo Moizi, di Lanzada, per lo sci nordico, Letizia Motalli, di Grosio, per il ciclismo, Giulia Murada, di Albosaggia, per lo sci alpinismo, Patrick Olcelli, di Bormio, per il lancio del peso, Giulia Pelizzatti, di Castione Andevenno, per lo sci alpino, Alessandro Rossi, di Lanzada, per atletica e sci alpinismo, Sara Simonetta, di Talamona, per la ginnastica ritmica, Luca Spechenhauser, di Bormio, per lo short track, Francesca Viviani, di Valdidentro, per il biathlon. Fonte: valtellinanews.it

Valmalenco: Croce del Pizzo Scalino in restauro

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La croce del Pizzo Scalino aveva bisogno di manutenzione. I volontari del Cai Valmalenco, la Protezione Civile, gli Alpini di Caspoggio e il Soccorso Alpino della Valmalenco l’hanno smontata e portata a Valle. Terminati i lavori di restauro tornerà sulla Cima del Pizzo Scalino come nuova.
Ringrazio Ersilio Bricalli che mi ha fatto avere la foto della pagina del giornale “ilGiorno” per poterla pubblicare…

Fonte: Quotidiano Il Giorno