Valmalenco: L’amore per le pietre della Valle Il gemmologo torna fra le sue cime

Luca Nana, gemmologo e disegnatore cad di. 29 anni
Dopo aver studiato in America, Luca Nana è responsabile di un negozio temporaneo di minerali e gioielli

Nascere in una famiglia caratterizzata dall’amore per le pietre della Valmalenco e vivere di questa passione: è il destino di Luca Nana, gemmologo e disegnatore cad di soli 29 anni. Nana ha studiato a Milano e in America e, infine, è ritornato tra le sue montagne. Già il padre Pietro, titolare insieme alla moglie Marcella Ruffini dello storico negozio “La Pietra” di Sondrio, aveva la passione per i minerali e l’ha trasmessa al figlio. Ora Luca è il responsabile di un negozio temporaneo di minerali e gioielli aperto da poco a Chiesa in Valmalenco, in via Roma. “Desidero valorizzare le pietre locali – afferma Nana – prediligo minerali e gemme della zona. Una delle mie preferite è la lizardite, conosciuta anche come “Serpentino nobile”. Ha un colore meraviglioso, giallo acceso e giallo-verde, che cattura lo sguardo”. Il negozio ha aperto lunedì 6 luglio: “Sono soddisfatto – prosegue Nana – molti, mentre passeggiano, lanciano uno sguardo alla vetrina ed entrano spesso, anche solo per curiosare. Sono in tanti a farci i complimenti e mi fa piacere. Tuttavia, siamo ancora agli inizi, è presto per fare un bilancio”. Per celebrare l’inaugurazione, Nana ha creato una linea apposita: “Quando progetto un gioiello ho sempre in mente una gemma protagonista: è il cuore di tutto”.

Fonte: ilgiorno.it

Caspoggio: anche la Valtellina ha il suo chef stellato giudice in tv

Anche la Valtellina ha il suo chef in televisione. Si tratta di Alessandro Negrini, cuoco stellato classe ’78 originario di Caspoggio, che ha preso parte, in qualità di giudice, nel programma televisivo “Chef save the food!”, su La5.
Negrini è uno degli chef della famosa insegna milanese “Il luogo di Aimo e Nadia”. Dopo gli studi presso la scuola alberghiera di Sondrio, la carriera di Alessandro Negrini è stata un susseguirsi di successi. Dopo un primo periodo passato all’Hotel Palace di Saint Moritz ed al Gallia Palace di Punta Ala, arriva a Milano per la sua prima avventura presso “Il luogo di Aimo e Nadia”.

Presso il ristorante “Dal Pescatore” a Canneto sull’Oglio incontra Fabio Pisani. Insieme a lui tornerà nelle cucine del ristorante milanese dove tuttora lavorano. Negrini, nel corso dello show televisivo, ha avuto il compito di giudicare due coppie di aspiranti chef, aiutate rispettivamente dai conduttori, Chiara Carcano e Marco Ferri, impegnate in una gara culinaria che non ammette sprechi di cibo. L’obiettivo della sfida del 27 febbraio scorso era quello di creare un menu completo di tre portate con il solo utilizzo degli ingredienti che i partecipanti avevano già in cucina più uno misterioso, a scelta della conduzione. Chef Negrini, nel corso della puntata, ha fatto visita alle due coppie di partecipanti, dando il proprio parere su alcuni dei passaggi della preparazione dei piatti. Spazio anche alla goliardia nel corso della competizione. “Mi hanno voluto dare un bicchiere di grappa – commenta Alessandro Negrini durante il programma televisivo – Grave errore pensare di ubriacare un valtellinese con un goccio di grappa”. Fonte: ilgiorno.it

Lanzada: dove le grandi cime dividono l’Italia e la Svizzera

Lanzada è, insieme a Chiesa in Valmalenco, Spriana, Caspoggio e Torre di Santa Maria, uno dei cinque comuni nei quali è divisa la Valmalenco. È l’unico comune della Regione Lombardia la cui altitudine massima supera i 4.000 metri sul livello del mare, toccando quota 4.021 metri presso il Pizzo Bernina, la cui vetta (4.049 m s.l.m.) è situata in territorio svizzero.
Lanzada è posta a 983 metri di quota, allo sbocco della Val Lanterna, là dove questa confluisce nel solco principale della Valmalenco. Non è chiara l’origine del nome: lo si accosta ad un veneto “Lanzade”, facendo derivare entrambi dal latino “lanceatus”, cioè “appuntito”, aguzzo, in riferimento ad un elemento geografico appartenente al luogo.
Tra i comuni della Valmalenco è il paese con il territorio più importante a livello di picchi e cime importanti che dividono l’Italia e la Svizzera. Il confine settentrionale è rappresentato dell’imponente circo delle cime più alte della valle che propone, da ovest, il pizzo Glüschaint (m. 3594), le gobbe gemelle della Sella (m. 3584 e 3564, ben visibili da Sondrio) e la punta di Sella (m. 3511), il pizzo Roseg (m. 3936), il pizzo Scerscen (m. 3971) il pizzo Bernina (m. 4049, il punto più alto del territorio comunale e dell’intera provincia, oltre che il più orientale fra i “quattromila” alpini), la Cresta Güzza (m. 3869), i pizzi Argient (m. 3945) e pizzo Zupò (m. 3995), la triplice innevata cima del pizzo Palù (m. 3823, 3906 e 3882), a monte del ramo orientale della vedretta di Fellaria e, a chiudere la splendida carrellata, il più modesto pizzo Varuna (m. 3453).
Oltre alla sua valenza territoriale Lanzada è nota per la presenza di due invasi artificiali. La diga di Campo Moro è il primo invaso che si incontra. Ha una capacità di 10 milioni di metri cubi d’acqua, che vengono convogliati, tramite una galleria di 8 km, alla centrale di Lanzada, con un salto di 900 metri. Il secondo invaso è quello di Gera. La sua muratura, eretta con 1.800.000 metri cubi di calcestruzzo, ha un’altezza di 110 metri e si impone quindi allo sguardo di chi raggiunga la piana di Campomoro. La diga di Gera può contenere 65 milioni di metri cubi d’acqua ed è alimentata dal torrente Còrmor (le cui acque scendono dalla vedretta di Fellaria orientale), dal torrente della Val Poschiavina e dal torrente Scerscen (le cui acque sono convogliate qui mediante una galleria a pelo libero di circa 4 km).
Infine Lanzada è nota per la sua attività mineraria che ha permeato nei secoli passati la cultura delle comunità locali. Di recente realizzazione è l‘ecomuseo-minerario della Bagnada che permette di conoscere le diverse tipologie di attività estrattive della Valmalenco: pietra ollare, serpentino, amianto e talco. Proprio di talco è la miniera che si scopre facendo una visita guidata e di cui effetti speciali, filmati ma sopratutto i racconti delle guide permetteranno di fare e un vero e proprio tuffo nel passato.
Abitanti 1.338, densità 11,42 abitanti/kmq, superficie 117,17 kmq, altitudine 983 m s.l.m.
Fonte: Consorzio Turistico Sondrio e Valmalenco

Valmalenco: Arrampicare su falesia a Sondrio e in Valmalenco


Sondrio e Valmalenco, nel cuore della Valtellina, è un territorio caratterizzato da una natura selvaggia, ma generosa

La roccia più diffusa in Valmalenco è il serpentino. Numerose sono le falesie in grado di soddisfare qualunque arrampicatore. Quella dello Zoia è un’ottima palestra naturale per chi vuole allenarsi e migliorarsi in un ambiente naturale unico, dove spesso si possono incontrare i migliori atleti italiani e non solo. Le altre falesie a più tiri sono quelle della Val Poschiavina, della diga di Campo Moro, del Torrione Porro e della Sentinella della Vergine. Fonte: meteoweb.eu

Valmalenco: sci di fondo al chiar di luna!


Centro Sportivo Isola di Chiesa in Valmalencosci di fondo al chiar di luna!

Questa è un’ attività per veri appassionati dello sport, in particolare per gli amanti dello sci di fondo.

Sabato 8 febbraio 2020 infatti, presso il Centro Sportivo Isola di Chiesa in Valmalencosci di fondo al chiar di luna!

Fonte: https://www.calendariovaltellinese.com/eventi/sci-fondo-sera-valmalenco

Non sei curioso di poter provare a scivolare sulla neve, in compagnia, con il chiaro di luna che ti illumina la via?

Il programma prevede il ritrovo presso il Centro Fondo Isola di San Giuseppe alle ore 19.30 

Distribuzione dell’ attrezzatura sportiva per chi ne necessita e sciata al chiar di luna in compagnia

Gli organizzatori consigliano di portare con sè una lampada frontale

A seguire abbondante un buffet per tutti i partecipanti!

La prenotazione è gradita chiamando Lucia al numero di telefono 347 96 06 848 

Valmalenco: Ghiacciai, un addio sempre più veloce sulle Alpi: i nostri nipoti non li vedranno


Ghiacciaio Fellaria

Un ghiacciaio che boccheggia come un pesce fuori dall’acqua. Ricoperto da uno strato scuro di terriccio nero che non permette più alla neve di riflettere il sole, si scalda e si assottiglia fin quasi a scomparire, lasciando il posto a un lago. Sono le immagini realizzate di recente sul ghiacciaio Fellaria, in Valmalenco, dal Servizio glaciologico lombardo, a testimoniare la gravità della situazione climatica sulle Alpi. Grazie alle nuove tecnologie, attraverso la tecnica del “time lapse” (immagini velocizzate) e grazie a “webcam” sempre più performanti, purtroppo è possibile vivere quasi in diretta la tremenda agonia di un ghiacciaio.

L’approfondimento sullo stato di salute dei ghiacciai lombardi, ma anche sull’arretramento dei ghiacci nel mondo, è stato al centro di un confronto organizzato dal Cai Cassin di Lecco al quale hanno partecipato Davide Colombarolli e Giovanni Prandi del Servizio glaciologico lombardo e Fabio Baio, geologo, esperto di permafrost con al suo attivo sei spedizioni scientifiche in Antartide. Uno dei ricercatori di casa alla base Concordia sul plateau antartico. I dati raccolti di recente dai glaciologi sulle montagne lombarde non lasciano spazio all’ottimismo, sembra ormai un destino segnato. Il ghiacciaio Fellaria, che sta formando un grosso lago in Valmalenco, solo da giugno a ottobre del 2019, ha perso 6,45 metri di spessore. Il ghiacciaio Suretta, nella zona dello Spluga, ha perso 23 metri di spessore dal 2002 al 2018 e ogni anno ne perde in media 2 o 3.

Fonte: ilgiorno.it

Valmalenco: i sindaci: “Pochi bimbi, pensiamo al futuro”

Tra elementari e medie, in Valmalenco si contano 350 alunni. “Col tempo sono calati drasticamente. Una quarantina in meno rispetto ad alcuni anni fa, quando abbiamo lanciato il concorso di idee per la demolizione e ricostruzione della scuola di Lanzada. Allora l’elementare doveva accorparsi con quella di Chiesa, a Lanzada invece si sarebbero trasferite le medie”, spiega il sindaco dell’abitato, Cristian Nana. A causa del ridotto numero di bambini, “in base alle previsioni dell’Ufficio scolastico territoriale con il quale di recente abbiamo avuto un incontro, nei prossimi anni l’unico Comune che potrebbe fare a meno delle pluriclassi è Chiesa, gli altri non raggiungerebbero i 10 alunni per classe. Già ora siamo costretti a ricorrere a questo strumentonon un bene per la didattica. Peraltro dall’incontro con il dirigente Ust Fabio Molinari è emerso che o agiamo o comunque alcuni plessi chiuderanno”, aggiunge Nana. “Dobbiamo anticipare i tempi”, prosegue. Come iniziativa a breve termine, in vista del prossimo anno scolastico, “uniremo le prime elementari di Chiesa, che a settembre avrà 26 primini, e Lanzada, che ne avrà solo 9, previo incontro con i genitori e la dirigente per valutare la logistica e capire come agire al meglio. Poi, tra due anni, saremo pronti a creare un polo unico che accorpi tutte le scuole del comprensorio”.

Fonte: ilgiorno.it

Valmalenco : Quattro amici per la spedizione da Sondrio a Davos a piedi sul ghiacciaio per protestare


Da Sondrio a Davos, andata e ritorno passando per le Alpi. In gennaio. 80 chilometri e un dislivello di 3.500 metri. È il viaggio che si accingono a fare 4 amici alpinisti originari della provincia di Varese guidati da Giovanni Montagnani. Un viaggio a impatto zero per arrivare in Svizzera e partecipare alle manifestazioni ambientaliste contro il World Economic Forum, l’annuale meeting che dal 21 al 24 gennaio riunirà nella cittadina svizzera economisti, politici e soprattutto i big dell’economia globale. «Your path is to nowhere» (La tua strada è verso il nulla) è il titolo che hanno voluto dare alla loro azione dimostrativa: un percorso che toccherà alcuni tra i luoghi già fortemente compromessi dai cambiamenti climatici in atto – la Valtellina e i suoi ghiacciai – con l’obiettivo di denunciare l’interessamento strumentale, ipocrita, che i grandi protagonisti dell’economia stanno dedicando al tema dell’emergenza climatica. Contro chi pratica il greenwashing e parla di sostenibilità nel cuore di un ecosistema che viene distrutto a scopo di lucro.

Fonte: corriere.it

Valmalenco XI giornata Nazionale delle Miniere


La Giornata Nazionale delle Miniere si rivolge a tutti, con un programma di iniziative gratuite volte a soddisfare le più diverse aspettative: divulgazione, divertimento, appuntamenti culturali, approfondimenti scientifici, proposte per i più giovani, enogastronomia e trekking sul territorio


Prende il via il 31 Maggio e 1 Giugno 2019 il turismo geologico e minerario in Italia: nello scorso anno, oltre 200 mila persone hanno visitato almeno uno dei 41 siti minerari ed estrattivi che fanno parte della rete nazionale, con una media di circa 4 mila visitatori a miniera e 500 turisti al giorno.

Sono i dati della ReMI (Rete nazionale dei Parchi e dei Musei minerari italiani), di cui anche la Valmalenco è parte (Museo Minerario della Bagnada), grazie anche alla partecipazione annuale alla Giornata Nazionale delle Miniere, evento promosso dall’Istituto Superiore per la Ricerca Ambientale (ISPRA), volto a divulgare il turismo geologico, favorire la fruizione del patrimonio minerario ed estrattivo dismesso e la conoscenza di quello tutt’oggi attivo.

Organizzata sul territorio provinciale dall’Ecomuseo della Valmalenco, la Giornata Nazionale delle Miniere rappresenta l’opportunità per conoscere uno degli aspetti più caratteristici della Valmalenco, conosciuta e apprezzata a livello internazionale per la sua varietà geologica e mineraria. 

La Giornata Nazionale delle Miniere si rivolge a tutti, con un programma volto a soddisfare le più diverse aspettative: divulgazione, divertimento, appuntamenti culturali, approfondimenti scientifici, proposte per i più giovani, enogastronomia e trekking sul territorio con convegno sul Museo del Serpentino della Valmalenco; proiezione di film documentari sulla storia mineraria ed estrattiva della Valmalenco; visite guidate in miniera per ragazzi e adulti e famiglie; visita presso i “Giovellai al lavoro”; visita al Parco Geologico di Chiareggio; concerto in miniera a chiusura dell’evento. Fonte: valtellinanews.it Locandina: http://www.invalmalenco.it/

Valmalenco: Gigantone del Palù: Berlinghieri si merita il Trofeo Lenatti


Sci alpino, tradizionale kermesse sulle nevi malenche con podio assoluto completato da Pedrolini e Martinelli. Il Mini Gigantone ha visto prevalere Giorgio Bracchi.

La neve, arrivata così poche volte nella stagione invernale, ha pensato bene di “rimediare” facendosi rivedere a inizio aprile, appena un paio di giorni prima del classico Gigantone del Palù, posto sempre a chiusura della stagione dello sci a Chiesa Valmalenco. Così, a causa del manto fresco, l’organizzazione per motivi precauzionali è stata costretta quasi a dimezzare il percorso per gli adulti e quello per le categorie giovanili fino ai Ragazzi.

Inoltre, per la nebbia presente a intermittenza, le competizioni hanno dovuto subire alcune interruzioni in attesa che la visibilità tornasse a livello normale. Piccoli inconvenienti, che però nulla hanno tolto alla mattinata conclusa all’esterno dei Campanacci, con un rancio a base di polenta e costine.

Ricca la premiazione. Oltre a coppe e medaglie sono state sorteggiate dieci biciclette; principali sponsor di giornata Credito Valtellinese e la sezione Avis di Valmalenco.

Come ogni anno, il Trofeo dedicato a Enrico Lenatti è stato assegnato al più veloce sul percorso del Gigantone. Lo ha conquistato Enrico Berlinghieri, sceso in 2.07.25, che ha preceduto di appena 24/100 Nicola Pedrolini e di 26 Angelo Martinelli.

Il Mini Gigantone ha visto la consegna del Trofeo Bianco Lenatti a Giorgio Bracchi, che ha fatto registrare il tempo di 1.28.17. Quest’anno è stato aggiunto un altro premio a carattere familiare. Sommando i tempi delle due gare sono risultati vincitori Mauro Gadda e il figlio Matteo.

prima del classico Gigantone del Palù, posto sempre a chiusura della stagione dello sci a Chiesa Valmalenco. Così, a causa del manto fresco, l’organizzazione per motivi precauzionali è stata costretta quasi a dimezzare il percorso per gli adulti e quello per le categorie giovanili fino ai Ragazzi.

Inoltre, per la nebbia presente a intermittenza, le competizioni hanno dovuto subire alcune interruzioni in attesa che la visibilità tornasse a livello normale. Piccoli inconvenienti, che però nulla hanno tolto alla mattinata conclusa all’esterno dei Campanacci, con un rancio a base di polenta e costine.

Ricca la premiazione. Oltre a coppe e medaglie sono state sorteggiate dieci biciclette; principali sponsor di giornata Credito Valtellinese e la sezione Avis di Valmalenco.

Come ogni anno, il Trofeo dedicato a Enrico Lenatti è stato assegnato al più veloce sul percorso del Gigantone. Lo ha conquistato Enrico Berlinghieri, sceso in 2.07.25, che ha preceduto di appena 24/100 Nicola Pedrolini e di 26 Angelo Martinelli.

Il Mini Gigantone ha visto la consegna del Trofeo Bianco Lenatti a Giorgio Bracchi, che ha fatto registrare il tempo di 1.28.17. Fonte: laprovinciadisondrio.it

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