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Valtellina: Le bellezze della montagna illustrate ai giovani


La Scuola di alpinismo giovanile “Luigi Bombardieri-Nicola Martelli” promuove una serie di corsi per giovani dagli 8 ai 17 anni che saranno soprattutto educati a comprendere i grandi valori della cultura alpina.

Allo start l’attività di alpinismo giovanile 2019, promossa e condotta dalla Scuola di alpinismo giovanile “Luigi Bombardieri-Nicola Martelli”.

Per i giovani soci Cai che rientrano nella fascia di età compresa dagli 8 ai 17 anni è infatti stata “calendarizzata” una interessante quanto intensa attività di iniziative volte a promuovere la conoscenza della montagna e dei valori che la stessa può infondere.

Escursioni tematiche “sul campo”, alla scoperta di angoli remoti e meno remoti della Valle (e non solo …) per cercare di cogliere i segni della presenza dell’uomo, per “leggere” il paesaggio, per il piacere di condividere sensazioni ed emozioni e sempre apprendendo giocando, questo è infatti il leit-motiv e il vero e proprio “strumento didattico” che caratterizza la Scuola.

Il compito di questa affascinante “iniziazione” alpina, altamente educativa, è affidato agli accompagnatori della “Bombardieri-Martelli”, un valente “manipolo” di volontari del Club Alpino Italiano, che ha affinato conoscenze, perizie e scopi della propria “mission”grazie a corsi qualificati e specifici. Gli stessi “educatori” cercheranno di avvicinare il giovane allo straordinario e variegato universo alpino, ai suoi aspetti naturali, antropici, botanici, valoriali e sapienziali.

L’attività verrà illustrata dalle stesse figure del Cai nelle sedi del sodalizio della provincia di Sondrio nella giornata di venerdì 1° Marzo p.v. (Sondrio ore 17.30, Chiesa Valmalenco ore 21, Morbegno ore 17.30).

A seguire, il 10 Marzo avrà luogo la prima escursione che prevede un’uscita da Sondrio a Triangia, nell’ambito dell'”Ecomuseo del Monte Rolla”. Per maggiori informazioni, si prega di prendere contatto attraverso Sito ed e-mail della Scuola: 
http://alpinismogiovanileso.jimdo.com  
email scuolagsondrio@gmail.com  
oppure presso:
Sede della Scuola (Cai Sezione Valtellinese) in Via Trieste 27 a Sondrio, il martedì e venerdì dalle 21 alle 22.30 (0342 214300);

Sede CAI Valmalenco (345 1785572) in Via Roma 120, a Chiesa, il venerdì dalle 21;

Sede CAI Morbegno (0342 613803) c/o Palazzo Malacrida, il venerdì dalle 21.15.

Fonte: www.valtellinanews.it

Lanzada: Idroelettricamenteneve gran finale il 7 Febbraio

Sei classi e oltre cento alunni per scolpire blocchi di neve e trasformarli in sculture

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Il concorso Idroelettricamenteneve, lanciato dal Conzorzio Bim dell’Adda l’autunno scorso per il sesto anno consecutivo, vivrà il suo epilogo giovedì 7 Febbraio, a Lanzada, con la giornata finale che vedrà oltre un centinaio di alunni delle scuole primaria e secondaria di primo grado sfidarsi in una gara di creatività e di abilità. Seguiti da alcuni scultori, saranno chiamati a trasformare in una scultura di neve di grandi dimensioni il modellino realizzato in argilla.

Per le sei classi finaliste, scelte fra le 35 che avevano partecipato alla fase eliminatoria, ci sono cinquemila euro in palio da dividersi: 1400 per la prima, 1200 per la seconda, 900 per la terza, 700 per la quarta, 500 per la quinta e 300 euro per la sesta classificata.

Tra le sei finaliste figurano due classi della secondaria di primo grado, le prime di Valdisotto e di Dubino, e quattro della primaria: la quinta B della Bruno Credaro di Sondrio, la quarta di Tresivio, la quinta B della Marinoni di Tirano e la pluriclasse di Madesimo.

Dalla loro fantasia sono nati dei modellini che rappresentano draghi, muffin, aquiloni, sfere, gufi e montagne. Questi sei sono stati i più apprezzati dalla commissione che ha valutato i lavori presentati dalle 35 classi che hanno partecipato al concorso. Tra dicembre e gennaio nelle scuole sono stati organizzati dei laboratori con un esperto che ha insegnato agli alunni come sviluppare il tema scelto per questa edizione: i quattro elementi, terra, aria, acqua e fuoco. La larga adesione conferma il gradimento delle scuole nei confronti di un’iniziativa che coinvolge gli alunni partendo dalla riflessione sull’importanza dell’acqua fino all’elaborazione di un progetto e alla sua realizzazione.

Tra gli alunni c’è grande attesa per una giornata da vivere sulla neve da protagonisti: verso le ore 9 di giovedì 7 Febbraio raggiungeranno il centro Pradasc, dove verrà allestito il campo gara con i blocchi di neve da scolpire a cura del Comune di Lanzada. Bambini e ragazzi, accompagnati dai loro insegnanti e seguiti da alcuni scultori, lavoreranno per tutta la mattina. Dopo il pranzo ristoratore riprenderanno nel pomeriggio per ultimare i loro lavori e attendere il responso della giuria. Le premiazioni si terranno alle ore 15.45.

Subito dopo, l’associazione E20 Lanzada preparerà una gustosa merenda con tè e cioccolata calda a conclusione della giornata. Per tutti sarà una giornata da vivere all’aria aperta, fuori dalle aule, e una bella esperienza da condividere con coetanei provenienti da altre zone della provincia di Sondrio. Nessun costo per gli istituti scolastici né per le famiglie degli alunni coinvolti: il Bim ha offerto i laboratori e sostenuto le spese per il viaggio e per il pranzo di tutti i partecipanti e degli accompagnatori. Fonte: valtellinanews.it

Valmalenco: Rifugio Zoia

A soli cinque minuti a piedi dal parcheggio auto, il Rifugio Zoia si trova nel cuore dei monti Gruppo del Bernina, in una posizione che regala un panorama unico sul paesaggio della Valmalenco. La struttura è stata recentemente ristrutturata e offre, oltre ai tradizionali cameroni, anche camere con bagno privato e riscaldamento. Dal rifugio partono numerosi sentieri che in estate permettono di raggiungere, attraverso fantastici percorsi di trekking, gli altri rifugi della Valmalenco, gli alpeggi, i laghi e le vette del Gruppo del Bernina. In inverno è il luogo ideale per le ciaspolate e per lo sci alpinismo.A soli cinque minuti a piedi dal parcheggio auto, il Rifugio Zoia si trova nel cuore dei monti Gruppo del Bernina, in una posizione che regala un panorama unico sul paesaggio della Valmalenco.
La struttura è stata recentemente ristrutturata e offre, oltre ai tradizionali cameroni, anche camere con bagno privato e riscaldamento.
Dal rifugio partono numerosi sentieri che in estate permettono di raggiungere, attraverso fantastici percorsi di trekking, gli altri rifugi della Valmalenco, gli alpeggi, i laghi e le vette del Gruppo del Bernina.
In inverno è il luogo ideale per le ciaspolate e per lo sci alpinismo.
1687f09f4dc281b129007f1ef91320aa Fonte: valtellina.it

Valmalenco: il versante italiano del Bernina

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Ricca di vette maestose, la Valmalenco è la valle laterale più ampia della Valtellina e permette di ammirare tutti gli aspetti tipici della natura di montagna: dai boschi e alpeggi, fino alle guglie e ghiacciai delle quote più alte, grazie alla presenza di imponenti cime e famosi gruppi montuosi, come quelli del Disgrazia, del Bernina, unico 4000 dell’arco alpino posto al di fuori delle Alpi Occidentali, e del caratteristico Pizzo Scalino, dalla forma così snella ed elegante da essere considerato il vero simbolo della valle. Fonte: trekking.it

Valmalenco: L’Alta Via della Valmalenco, oltre 100 km tra natura e benessere

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Otto tappe, nel cuore della Valtellina
Non avete ancora deciso quali escursioni fare durante le vacanze estive? Ecco una possibilità, dal 21 al 27 agosto: una bel trekking nell’Alta Via della Valmalenco.

L’Alta Via della Valmalenco è un percorso escursionistico in quota costituito da otto tappe per oltre 100 km. Durante il tragitto si toccano i punti più significativi e panoramici della valle dove, tra pascoli, alpeggi, laghi, boschi e valichi si possono ammirare i maestosi ghiacciai del Disgrazia, del Bernina e dello Scalino.

L’Alta Via richiede discreto sforzo fisico e preparazione. Un minimo di allenamento è consigliato per le tappe più impegnative. In caso di maltempo è possibile prevedere soluzioni alternative al percorso per giungere sempre al rifugio programmato, ma con soluzioni meno impegnative. Il trekking, che ha come quota minima Caspoggio a 1.098 metri e massima il Vallone di Scerscen a 2.813 metri, prevede il pernottamento. Fonte: mountainblog.it

Valmalenco: L’aspra bellezza della Valmalenco nelle fotografie di Mario Pelosi

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L’aspra bellezza della vita in Valmalenco degli anni ’50-’60-’70 in mostra fino al 2 settembre a La Truna di Chiareggio attraverso le fotografie di Mario Pelosi.

Una piccola selezione dello sconfinato archivio dell’appassionato fotografo dilettante scomparso nel 2014 che ha lasciato un’eredità dall’altissimo valore culturale che le figlie hanno voluto condividere trovando il prezioso appoggio di Fondazione Gruppo Credito Valtellinese che insieme all’associazione Amici di Chiareggio ha allestito l’esposizione. Fonte: giornaledisondrio.it

Valmalenco: Una perla attorno a «spaventevoli» montagne

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Il suo nome ha origine incerte. Può essere “testa stretta dall’acqua” (Malenga, dal celtico) oppure “fiume del monte” (Mallanko, dal pre-romano) oppure – forse l’interpretazione più precisa in concordanza alle antiche leggende – Val Malenga, cioè “intorniata da spaventevoli montagne”. Infatti attorno alla Valmalenco, una delle principali valli laterali della Valtellina, svettano cime altissime, che sfiorano i 4mila metri come il Pizzo Zupò (3.996 metri) e il Piz Roseg (3.937 metri) mentre il Monte Disgrazia e la Cima di Rosso si fermano rispettivamente a 3.678 metri e 3.369 metri. Percorsa dal Mallero, che a Sondrio si butta nell’Adda, la Valmalenco si incunea nelle Alpi Retiche e spacca di fatto in due le Alpi del Bernina lasciando a ovest i Monti della Val Bregaglia e ad est il Gruppo dello Scalino ed il Massiccio del Bernina.
La sua storia è stata soltanto lambita dai grandi eventi degli ultimi due millenni: il fattore più importante, che nei secoli attrasse nella valle eserciti, religiosi e barbari, è stato il Passo del Muretto, posto a quota 2.562 metri, che collegava i Grigioni (oggi Svizzera) con la Valtellina e la Pianura Padana. Per il resto, se oggi è un ricco bacino turistico, la Valmalenco ha un passato remoto ben più triste fatto di catastrofi (per lo più alluvioni del Mallero), peste (un’ondata tra il 1500 e il 1600 uccise 1000 persone su 2mila nella valle e 110mila su 150mila in tutta la Valtellina) e lotte religiose che portarono alla caccia alle streghe durante il periodo dell’Inquisizione e alle rivolte contro il dominio dei Grigioni. Dal 1500, infatti, la Valtellina era soggetta al cosiddetto Stato delle Tre Leghe (l’attuale Cantone dei Grigioni, che a quel tempo era alleato della Confederazione Elvetica pur non essendone ancora uno Stato membro).
Oggi, come detto, la Valmalenco è una delle principali “attrazioni” delle Valtellina, ricca di fauna e di flora protetta, è una valle che si sviluppa partendo da Sondrio e cambia ripetutamente volto: prima con i vigneti e i terrazzamenti tipici di questa zona, poi con un ambiente di media montagna, infine con un paesaggio tipicamente alpino che attira gli appassionati di trekking d’estate e di sci d’inverno. Fonte: ilsole24ore.com

Valmalenco: La leggenda (e il dramma) del Gavia

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Chiesa Valmalenco, il principale centro abitato a valle degli invasi di Campo Moro e Alpe Gera, in pochi dimenticano quei due giorni. Il 4 e 5 giugno 1988 il Giro d’Italia arrivò e ripartì dalla cittadina che prende il nome dall’ominima valle: furono due tappe chiave di quell’edizione vinta poi dal biondo statunitense Andrew Hampsten, primo corridore non europeo a conquistare la corsa rosa.

Il 4 giugno, si partì da Bergamo con arrivo in salita a Chiesa Valmalenco dopo 129 chilometri e soprattutto dopo il duro Passo San Marco: vincitore solitario lo svizzero Tony Rominger, che sette anni dopo vinse anche il Giro. Ma la vera frazione rimasta negli annali – forse la più famosa di tutta la storia del Giro – fu quella del giorno successivo, che in 120 km portava da Chiesa Valmalenco a Bormio passando per l’Aprica (ascesa non impossibile) e il temibile Passo Gavia. Una tappa che divenne “dantesca” per la bufera di neve che investì i corridori salendo agli oltre 2.600 metri del passo, allora ancora sterrato nella parte finale. Di quel giorno si è scritto, detto e raccontato tanto: la maglia rosa Franco Chioccioli alla deriva; l’olandese Van Der Velde che scollinò in testa e affrontò la discesa in maglietta salvo fermarsi subito praticamente assiderato; un altro figlio dei tulipani, Erik Breukink, che vinse a Bormio davanti. Fonte: ilsole24ore.com