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Valmalenco XI giornata Nazionale delle Miniere


La Giornata Nazionale delle Miniere si rivolge a tutti, con un programma di iniziative gratuite volte a soddisfare le più diverse aspettative: divulgazione, divertimento, appuntamenti culturali, approfondimenti scientifici, proposte per i più giovani, enogastronomia e trekking sul territorio


Prende il via il 31 Maggio e 1 Giugno 2019 il turismo geologico e minerario in Italia: nello scorso anno, oltre 200 mila persone hanno visitato almeno uno dei 41 siti minerari ed estrattivi che fanno parte della rete nazionale, con una media di circa 4 mila visitatori a miniera e 500 turisti al giorno.

Sono i dati della ReMI (Rete nazionale dei Parchi e dei Musei minerari italiani), di cui anche la Valmalenco è parte (Museo Minerario della Bagnada), grazie anche alla partecipazione annuale alla Giornata Nazionale delle Miniere, evento promosso dall’Istituto Superiore per la Ricerca Ambientale (ISPRA), volto a divulgare il turismo geologico, favorire la fruizione del patrimonio minerario ed estrattivo dismesso e la conoscenza di quello tutt’oggi attivo.

Organizzata sul territorio provinciale dall’Ecomuseo della Valmalenco, la Giornata Nazionale delle Miniere rappresenta l’opportunità per conoscere uno degli aspetti più caratteristici della Valmalenco, conosciuta e apprezzata a livello internazionale per la sua varietà geologica e mineraria. 

La Giornata Nazionale delle Miniere si rivolge a tutti, con un programma volto a soddisfare le più diverse aspettative: divulgazione, divertimento, appuntamenti culturali, approfondimenti scientifici, proposte per i più giovani, enogastronomia e trekking sul territorio con convegno sul Museo del Serpentino della Valmalenco; proiezione di film documentari sulla storia mineraria ed estrattiva della Valmalenco; visite guidate in miniera per ragazzi e adulti e famiglie; visita presso i “Giovellai al lavoro”; visita al Parco Geologico di Chiareggio; concerto in miniera a chiusura dell’evento. Fonte: valtellinanews.it Locandina: http://www.invalmalenco.it/

Valtellina: Le bellezze della montagna illustrate ai giovani


La Scuola di alpinismo giovanile “Luigi Bombardieri-Nicola Martelli” promuove una serie di corsi per giovani dagli 8 ai 17 anni che saranno soprattutto educati a comprendere i grandi valori della cultura alpina.

Allo start l’attività di alpinismo giovanile 2019, promossa e condotta dalla Scuola di alpinismo giovanile “Luigi Bombardieri-Nicola Martelli”.

Per i giovani soci Cai che rientrano nella fascia di età compresa dagli 8 ai 17 anni è infatti stata “calendarizzata” una interessante quanto intensa attività di iniziative volte a promuovere la conoscenza della montagna e dei valori che la stessa può infondere.

Escursioni tematiche “sul campo”, alla scoperta di angoli remoti e meno remoti della Valle (e non solo …) per cercare di cogliere i segni della presenza dell’uomo, per “leggere” il paesaggio, per il piacere di condividere sensazioni ed emozioni e sempre apprendendo giocando, questo è infatti il leit-motiv e il vero e proprio “strumento didattico” che caratterizza la Scuola.

Il compito di questa affascinante “iniziazione” alpina, altamente educativa, è affidato agli accompagnatori della “Bombardieri-Martelli”, un valente “manipolo” di volontari del Club Alpino Italiano, che ha affinato conoscenze, perizie e scopi della propria “mission”grazie a corsi qualificati e specifici. Gli stessi “educatori” cercheranno di avvicinare il giovane allo straordinario e variegato universo alpino, ai suoi aspetti naturali, antropici, botanici, valoriali e sapienziali.

L’attività verrà illustrata dalle stesse figure del Cai nelle sedi del sodalizio della provincia di Sondrio nella giornata di venerdì 1° Marzo p.v. (Sondrio ore 17.30, Chiesa Valmalenco ore 21, Morbegno ore 17.30).

A seguire, il 10 Marzo avrà luogo la prima escursione che prevede un’uscita da Sondrio a Triangia, nell’ambito dell'”Ecomuseo del Monte Rolla”. Per maggiori informazioni, si prega di prendere contatto attraverso Sito ed e-mail della Scuola: 
http://alpinismogiovanileso.jimdo.com  
email scuolagsondrio@gmail.com  
oppure presso:
Sede della Scuola (Cai Sezione Valtellinese) in Via Trieste 27 a Sondrio, il martedì e venerdì dalle 21 alle 22.30 (0342 214300);

Sede CAI Valmalenco (345 1785572) in Via Roma 120, a Chiesa, il venerdì dalle 21;

Sede CAI Morbegno (0342 613803) c/o Palazzo Malacrida, il venerdì dalle 21.15.

Fonte: www.valtellinanews.it

Valmalenco: Le piste imbiancate

Temperature sotto lo zero e tanta neve: la foto dalle piste della Valmalenco.

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Nella Ski Area Valmalenco si sono registrate temperature che variavano da –10 a meno –3 (sempre in provincia di Sondrio, a Livigno nei giorni scorsi la colonnina di mercurio è scesa a -22 e a -24 a Santa Caterina Valfurva). Temperature ideali per “sparare” neve. Le piste da sci al momento sono quasi completamente aperte (è chiusa solo la Thoeni). Fonte: www.varesenews.it

Valmalenco: Rifugio Zoia

A soli cinque minuti a piedi dal parcheggio auto, il Rifugio Zoia si trova nel cuore dei monti Gruppo del Bernina, in una posizione che regala un panorama unico sul paesaggio della Valmalenco. La struttura è stata recentemente ristrutturata e offre, oltre ai tradizionali cameroni, anche camere con bagno privato e riscaldamento. Dal rifugio partono numerosi sentieri che in estate permettono di raggiungere, attraverso fantastici percorsi di trekking, gli altri rifugi della Valmalenco, gli alpeggi, i laghi e le vette del Gruppo del Bernina. In inverno è il luogo ideale per le ciaspolate e per lo sci alpinismo.A soli cinque minuti a piedi dal parcheggio auto, il Rifugio Zoia si trova nel cuore dei monti Gruppo del Bernina, in una posizione che regala un panorama unico sul paesaggio della Valmalenco.
La struttura è stata recentemente ristrutturata e offre, oltre ai tradizionali cameroni, anche camere con bagno privato e riscaldamento.
Dal rifugio partono numerosi sentieri che in estate permettono di raggiungere, attraverso fantastici percorsi di trekking, gli altri rifugi della Valmalenco, gli alpeggi, i laghi e le vette del Gruppo del Bernina.
In inverno è il luogo ideale per le ciaspolate e per lo sci alpinismo.
1687f09f4dc281b129007f1ef91320aa Fonte: valtellina.it

Valmalenco: un’occhiata agli eventi 2019

Passate le feste tra Sondrio e Valmalenco si inizia a dare uno sguardo non solo alle attività, ovviamente invernali, previste in gennaio, ma anche a cosa ci aspetta nel 2019.

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Passate le feste tra Sondrio e Valmalenco si inizia a dare uno sguardo non solo alle attività, ovviamente invernali, previste in gennaio, ma anche a cosa ci aspetta nel 2019. L’estate è lontana, ma è già tempo di pensare al “Cantù Basket Camp”: ufficiali le date del “Mountain Camp”. Dal 30 giugno al 6 luglio a Chiesa in Valmalenco e Caspoggio, per i nati dal 2001 al 2011, dove … Fonte: monzaindiretta.it

Valmalenco: i giganti delle Retiche

Ghiaccio, roccia scura e pallido granito sono gli elementi paesaggistici peculiari di Valmalenco, val Masino e val Bregaglia, sovrastate da una catena di cime che delimitano il confine tra Italia e Svizzera.

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Montagne imponenti e arcigne, tra le quali spiccano, per imponenza, forma estetica e blasone il Bernina e il Badile. In territorio italiano svetta, invece, il Disgrazia, roccia e ghiaccio tra “Masino” e “Malenco”

Valmalenco, val Masino e val Bregaglia offrono escursioni di ogni genere, grazie alla presenza di numerosi rifugi e di sentieri sempre ben segnalati.

Si possono, così, vivere avventure a contatto con la natura, dalle semplici passeggiate ai trekking di più giorni, intraprendendo ascensioni di ogni difficoltà e ammirando panorami variegati, con vista su boschi e alpeggi, giogaie e morene, sino alle rocce e ai ghiacci delle quote più alte, sovrastate solo dalle nuvole e dal cielo. Fonte e dettagli: trekking.it

Valmalenco: Dalle Ande al cuore della Valmalenco, ecco gli alpaca dell’azienda La Foppa

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Nella natura d’alta quota che abbraccia la frazione di Santa Elisabetta a Caspoggio, in Valmalenco, vivono gli alpaca dell’azienda agricola La Foppa: Rodrigo il bianco, Fernando il nero, Sancho il leader, Kelita la matriarca, insieme a Inti, Yuma, Lonquimai, Huaco, Yavari, Miski e l’ultima nata Cattleya. «Mio marito ha iniziato da giovane ad allevare le capre – racconta Ladina Denoth, nata in Svizzera – poi abbiamo conosciuto gli alpaca». Originari del sud America, scorrazzano in greggi sulle Ande, tra i 3500 e i 5000 metri, ma è sempre meno raro trovarli a quote ben inferiori. «Una volta verificato che potessero vivere bene anche da noi, a 1200 metri, ne abbiamo presi tre da un allevamento di Bolzano». Era il 2010. Con gli alpaca, i due coniugi e la figlia Simona hanno iniziato a organizzare trekking per adulti e bambini. Durante l’Happy paca, così si chiama la giornata dedicata ai più piccoli, si fa un giro nel bosco in compagnia del camelide scelto, poi si torna alla fattoria per i laboratori con la lana cardata di pecora, meno pregiata di quella di alpaca. A tingerla per tempo ci pensa Ladina. «Uso foglie e fiori essiccati che faccio bollire in acqua. Quando è colorata, immergo la lana e la faccio “cuocere”, poi la scolo e l’asciugo». Fonte e dettagli: ilgiorno.it

Valmalenco: Grand Hotel Malenco e la sua storia

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Nel giugno del 1903 moriva a Sondrio Francesco Vitali, promotore di Sondrio come centro turistico internazionale di cui la Valmalenco avrebbe dovuto rappresentare l’offerta d’alta quota. Con Andrea Albonico e l’avvocato Azzo Pesenti, il Vitali realizzò graziosi villini a Chiesa in Valmalenco che ben si intonavano con l’ambiente circostante. Si impegno per far giungere il telegrafo e migliorare la strada che serviva la valle, avendo in serbo anche un progetto di collegamento ferroviario tra il capoluogo e l’Engadina che avrebbe dovuto passare proprio per la Valmalenco.

Nel 1905 Enrico e Mario Vitali proseguirono l’opera del padre, costruendo alla periferia sud occidentale di Chiesa il magnificiente Grand Hotel Malenco, cuore di un grosso progetto imprenditoriale volto a portare in valle un turismo d’élite. L’edificio esternamente appariva rustico e massiccio, quasi a voler ulteriormente sottolineare l’eleganza e la sontuosità degli interni arredati da Battista Vitali. Perla della struttura era la luminosa sala da pranzo con oltre 200 posti e splendidi lampadari. Il successo fu grande e si rese necessaria la realizzazione di nuovi alberghi e ristoranti per l’accoglienza. L’economia del paese ebbe slancio e vitalità(Informazioni tratte da: Franco Monteforte, L’età liberty in Valtellina, Mevio Washington & Figlio, Sondrio 1988).

Dalla seconda metà del ‘900 la ricerca di qualità fu soffocata dall’ingordigia della speculazione edilizia più selvaggia che allontanò man mano i ricchi e appassionati frequentatori d’un tempo. Il simbolo di quest’epoca fu così chiuso e convertito in appartamenti. Il suo ricordo lasciato scivolare nell’oblio della modernità.

Il Grand Hotel Malenco nei primi del ‘900 si presentava come un’ottima costruzione in pietra, dal buon equilibrio architettonico, che richiamava lo stile liberty e s’inseriva armoniosamente nell’ambiente che lo circondava. Fonte e dettagli: ecomuseovalmalenco.it

Valmalenco: Estate 2018 magnifiche emozioni

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Sport, tradizioni folkloristiche, gastronomia, cultura e tanto altro nel ricco calendario di eventi che la Valmalenco propone per l’estate 2018.

L’elenco delle attività e delle manifestazioni presentate è giornaliero, ma il libretto contiene anche preziose e numerose informazioni riguardanti mostre, numeri utili, visite alle miniere, apertura del museo mineralogico, aree tematiche di interesse storico-naturalistico, orari della piscina e tutte le informazioni sulle numerose attrattive della valle incastonata tra le Alpi Orobiche e Retiche, tra cui svetta, con i suoi 4.050 metri, il pizzo Bernina. Fonte: www.sondrioevalmalenco.it

Valmalenco: ALTA VIA DELLA VALMALENCO

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… tra natura e benessere!
L’Alta Via della Valmalenco è un percorso escursionistico in quota costituito da 8 tappe per circa 110 km. Il programma proposto prevede 7 tappe e per motivi logistici il tour inizierà il lunedì e terminerà la domenica. Durante il tragitto si toccano i punti maggiormente significativi e panoramici della valle, tra pascoli, alpeggi, laghi, boschi, cave e valichi si possono ammirare i maestosi ghiacciai del Disgrazia, del Bernina e dello Scalino. L’Alta Via richiede un discreto sforzo fisico e una discreta preparazione. Un minimo di allenamento è consigliato per le tappe più impegnative. In caso di maltempo è possibile prevedere soluzioni alternative al percorso proposto per giungere sempre al rifugio programmato ma con soluzione meno impegnativa e meno rischiosa di quella prevista nel programma. Fonte e dettagli del programma: sondrioevalmalenco.it